L'Italia intensifica la repressione della rivendita di biglietti
24 settembre 2026
L'Italia, già detentrice dei limiti più severi d'Europa sulla rivendita di biglietti per eventi, ha compiuto un altro passo importante nella sua battaglia contro le speculazioni sui prezzi e il bagarinaggio professionale.
Le due camere del parlamento italiano hanno approvato un disegno di legge che rafforza le norme anti-scalping del paese. La nuova legge, avanzata dalla camera bassa, include poteri più severi per bloccare i siti web, con multe che possono arrivare fino a 180.000€ e la chiusura dei siti in caso di mancato pagamento. Queste misureranno rafforzeranno l'autorità del regolatore nel contrastare la rivendita professionale di biglietti.
Mentre il giro di vite entra in vigore, vale la pena esaminare lo stato attuale del mercato secondario dei biglietti in Italia e le sue possibili evoluzioni.
Rafforzare i controlli, non il divieto totale
Le riforme approvate potenzieranno gli strumenti italiani per combattere la rivendita non autorizzata di biglietti, ma non vietano completamente ogni forma di rivendita.
Un pilastro fondamentale della misura: quando un ricorso si esaurisce, una sanzione amministrativa dell'AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) di almeno 1 milione di euro può ora comportare un ampio ordine di blocco web.
Per contestualizzare, considerate questo dettaglio dalle ultime notizie: l'AGCOM ha multato la principale piattaforma di rivendita Viagogo con una sanzione record di 7,5 milioni di euro per aver "gonfiato gli ordini" per artisti del calibro di Dua Lipa e Måneskin.
Le cifre importanti dimostrano l'entità della speculazione sui prezzi che l'Italia sta cercando di contrastare.
Le riforme si basano sulle norme italiane sulla rivendita di biglietti
La riforma spinge il regolatore ad andare oltre, nonostante l'Italia sia già uno dei mercati europei più aggressivi nel prevenire la rivendita di biglietti.
L'Italia non consente di vendere biglietti per eventi a un prezzo superiore al valore nominale – ed è persino vietato rivenderli come parte di una vendita privata sopra il prezzo di facciata. Esiste un'eccezione per le vendite private occasionali a prezzo pari o inferiore a quello originale.
La vendita di biglietti a un prezzo superiore al valore nominale può comportare multe fino a 180.000€. Anche le sanzioni per recidivi o intermediari basate sulla loro storia pregressa sono sotto maggiore scrutinio.
Sul fronte dell'applicazione, il regolatore italiano AGCOM ha il potere di rimuovere i contenuti illeciti e di bloccare l'accesso ai siti web dal paese.
AGCOM e la polizia hanno segnalato un'operazione di bagarinaggio online che coinvolgeva 26 individui, più di 15.000 biglietti, 278 concerti e presunti profitti per oltre 2,5 milioni di euro.
Contrastare la rivendita: biglietti nominali e canali ufficiali
L'Italia ha contrastato la tendenza dello scalping automatizzato richiedendo l'identificazione dei visitatori per eventi di maggiori dimensioni. Dal 2019 sono obbligatori i biglietti nominali, con il nome dell'acquirente originale, per gli accessi a sedi con posti a sedere – stadi sportivi, festival, sale da spettacolo con oltre 5000 posti.
Avere il nome dell'acquirente sui biglietti aiuta a garantire che i compratori siano persone reali, impedendo l'operato di bot e intermediari.
La riforma non menziona alcuna proposta di identità digitale obbligatoria, né alcun tetto rigido per i prezzi dei biglietti, a parte l'attuale regola di rivendita a prezzo pari o inferiore a quello originale.