Costi dei tour di concerti in Italia: dove vanno i soldi dei biglietti

Tuttavia, ancor prima che l'artista o il promoter intaschino un centesimo, la legge italiana e le tabelle tariffarie della SIAE impongono il prelievo di imposte (l'IVA al 10% e, per determinati format, un'imposta sugli spettacoli del 16%) sull'incasso totale della biglietteria.
Il quadro normativo dei ricavi da biglietteria in Italia
Molteplici imposte e diritti rivendicano una quota su ogni biglietto venduto in Italia. L'IVA (imposta sul valore aggiunto) ammonta in genere al 10% del prezzo totale del biglietto per gli eventi dal vivo, ai sensi dell'articolo 74-quater del DPR 633/72. Per le "esecuzioni musicali di qualsiasi genere", qualora la musica dal vivo occupi meno della metà dell'orario programmato, viene applicata un'imposta del 16%, una tassa sull'intrattenimento denominata "Imposta sugli spettacoli".
Il ruolo della SIAE nella distribuzione degli incassi dei concerti
La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), organismo di gestione collettiva dei diritti d'autore in Italia, esercita un peso notevole sulla distribuzione degli incassi dei biglietti dei concerti. Gli organizzatori devono procurarsi una licenza SIAE attraverso il "Portale Organizzatori Professionali", dove inoltrano le richieste per gli eventi online. La SIAE calcola il compenso per diritto d'autore in base alla tipologia di ingresso, all'affluenza, alla sede dell'evento, alle sponsorizzazioni e ai contributi.
Per i concerti dal vivo a pagamento, la SIAE richiede solitamente l'8-10% degli incassi totali dei biglietti, con soglie minime a seconda della capienza del locale. Un evento di medie dimensioni, ad esempio, potrebbe vedere la SIAE trattenere tra i 400 e i 2.000 € dalle vendite complessive dei biglietti. Inoltre, la SIAE agisce da esattore fiscale, riscuotendo in determinati casi l'imposta sugli intrattenimenti per conto dell'erario.
Oltre la SIAE: diritti connessi e imposta sugli spettacoli
La SIAE non è l'unica organizzazione di tutela dei diritti a reclamare una fetta del prezzo del biglietto. Anche i diritti connessi, relativi all'utilizzo di musica registrata, e altri enti di gestione ottengono la propria percentuale. Inoltre, l'imposta sugli intrattenimenti, distinta dall'imposta sul valore aggiunto (IVA), si applica a determinati tipi di spettacolo e viene riscossa in alcuni casi dalla SIAE.
La base imponibile per l'imposta sugli intrattenimenti comprende il prezzo netto del biglietto, le maggiorazioni sul prezzo di bevande o servizi e le prestazioni accessorie obbligatorie, secondo quanto precisato dagli esperti fiscali. La SIAE agevola la riscossione di questa imposta in numerosi casi.
Il budget tipico di un concerto di medie dimensioni in Italia
Un evento di medie dimensioni prevede in genere tra i 400 e i 2.000 € di diritti e permessi. Tra gli altri costi figurano l'affitto della struttura, il noleggio di impianti audio-video, palchi e strutture, i compensi per il personale di sicurezza, trasferte e ospitalità, marketing, comunicazione e assicurazioni. Ciascuna di queste voci di spesa può raggiungere migliaia di euro, a seconda della portata dell'evento.
In che modo la scala di un evento influisce sulla ripartizione degli incassi dei biglietti
La dimensione dell'evento incide in modo significativo sulla ripartizione dei relativi introiti. I raduni più piccoli hanno costi SIAE fissi a prescindere dall'affluenza, mentre gli eventi più grandi comportano tariffe progressivamente più elevate. Un evento in una sede da 200–500 persone comporta spese SIAE che vanno da 150 a 300 €, mentre un evento con 1.000–2.000 spettatori presenta spese SIAE comprese tra 500 e 800 €.
I continui costi aggiuntivi come personale, logistica e permessi si sommano tra loro, con spese ulteriori quali i diritti SIAE che ammontano da 30 a oltre 2.000 €, in base all'affluenza e al tipo di evento. Per gli organizzatori abituali sono disponibili licenze per singoli eventi, comprese tra 30 e oltre 2.000 €, mentre gli abbonamenti annuali oscillano tra 500 e oltre 5.000 €.
Il margine dei promoter e dove guardare
La cifra che resta a costituire l'utile del promoter è solo una minima parte di ogni biglietto venduto, una volta sottratte le imposte, la quota SIAE e tutti gli altri costi di produzione.
Se le percentuali e gli importi in euro incassati dalla legge italiana e dalle società di gestione dei diritti sono ben documentati e trasparenti, la quota del biglietto che arriva all'artista e oltre resta invece a porte chiuse. L'industria musicale considera questi numeri informazioni commerciali riservate e non vede di buon occhio la loro divulgazione.
Purtroppo, a causa della scarsità di fonti pubbliche e intervistati, questo articolo non contiene cifre certe su quanto segue: importi concreti in euro per le singole voci di budget (affitto sale, costi della troupe, assicurazioni, cachet garantiti agli artisti) per un tipico tour italiano di medie dimensioni; e i margini che i promoter potrebbero ricavare da concerti in pareggio, di successo o in perdita..
Date le limitate informazioni disponibili, il pubblico deve accostarsi con scetticismo alle dichiarazioni generiche sui profitti.