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L'eredità delle sedi olimpiche di Milano-Cortina 2026

Redazione listicket · 6 settembre 2026
L'eredità delle sedi olimpiche di Milano-Cortina 2026
Foto: Marcuscalabresus · CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)
I Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 si terranno in gran parte in sedi già esistenti, con un numero ridotto di nuovi progetti permanenti per gare e villaggi. Una serie di strutture temporanee o di allestimento ("overlay") sarà riutilizzata, riconvertita o restituita ai proprietari originari pre-Giochi.

Un’Olimpiade costruita sulle infrastrutture esistenti

Il programma dei siti dei Giochi di Milano-Cortina 2026 comprende 25 sedi per eventi olimpici e paralimpici, tra cui palazzetti del ghiaccio, piste da sci, villaggi e il main media center. La candidatura si è impegnata a utilizzare strutture esistenti o temporanee laddove le esigenze a lungo termine non giustifichino nuove costruzioni, con un’unica nuova sede di gara permanente in linea con l'Agenda Olimpica 2020[2][4][6],[7],[16].

L'unico nuovo sito di gara permanente proposto nel master plan è l'Ice Hockey 1 a Milano, un'arena polisportiva con una solida prospettiva di eredità futura, mentre le altre strutture sono esistenti o temporanee[4]. Il programma ambientale strategico aggiornato afferma che le uniche sedi da costruire completamente ex novo sono la Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena, il Villaggio Olimpico e Paralimpico di Milano (destinato a una successiva riconversione in alloggi per studenti) e un nuovo impianto di gara per il salto con gli sci e la combinata nordica. Gli altri siti utilizzeranno infrastrutture esistenti, con allestimenti o strutture temporanee[10][15].

Il comitato organizzatore punta al 100% di soluzioni circolari per gli elementi temporanei di “overlay” gestiti direttamente, e al 100% di riutilizzo dei beni non di overlay in buone condizioni dopo i Giochi. Le sedi temporanee utilizzeranno principalmente la rete elettrica esistente come fonte primaria di energia, con il 100% di elettricità proveniente da fonti rinnovabili certificate e il 100% di tecnologia LED per l'illuminazione temporanea esterna. Ciò limita l'impatto ambientale migliorando al contempo la capacità e la resilienza della rete[7][11].

Il dossier di candidatura sottolineava la volontà di "plasmare i Giochi attorno alle infrastrutture già consolidate del Nord Italia". Ad esempio, il Centro per lo sci alpino delle Tofane fa parte di un cluster più ampio che utilizza l'infrastruttura montana esistente con adeguamenti e strutture temporanee[2][3]. I bar, gli hotel e le piste da sci esistenti riapriranno nella loro funzione originaria.

Cluster di Milano: nuove arene ed eredità urbana

Nel cluster di Milano, il programma ambientale classifica la Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena e la Milano Ice Skating Arena di Assago come sedi di gara permanenti. La Milano Rho Ice Hockey Arena e il Milano Speed Skating Stadium a Fiera Milano Rho sono invece sedi di gara temporanee ricavate all'interno di padiglioni espositivi[15].

La Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena, progettata da David Chipperfield Architects, sarà una nuova arena cilindrica polifunzionale per l'hockey su ghiaccio e il para ice hockey con una capienza di circa 16.000 posti. Sarà l'arena più grande d'Italia e rimarrà attiva come punto di riferimento per il quartiere di Santa Giulia dopo i Giochi[13].

Il Villaggio Olimpico e Paralimpico a Milano Porta Romana sarà realizzato come complesso permanente. Il Villaggio Olimpico di Predazzo prevede la ristrutturazione di quattro edifici esistenti e un nuovo padiglione presso la storica Scuola Alpina della Guardia di Finanza. L'uso post-Giochi restituirà la struttura alla Guardia di Finanza per studenti, ritiri di addestramento ed eventi[13]. Il main media center di Milano e Piazza del Duomo, in veste di luogo centrale per le celebrazioni, saranno situati nel tessuto urbano milanese[10].

Cluster montani: Cortina, Predazzo e piste storiche

Le sedi di Cortina comprendono lo Stadio Olimpico del Curling, il Centro per lo sci alpino delle Tofane e il Para Snowboard Park, insieme a un Villaggio Olimpico e Paralimpico non competitivo. Questi siti fanno parte di un cluster che sfrutta l'infrastruttura montana esistente con adeguamenti e strutture temporanee. Tali sedi sono descritte come un riutilizzo di piste e stadi esistenti tramite allestimenti temporanei dopo i Giochi[2].

Il Villaggio Olimpico di Predazzo prevede la ristrutturazione della Scuola Alpina della Guardia di Finanza, con una destinazione post-Giochi che la restituirà alla Guardia di Finanza per studenti, ritiri ed eventi[13].

La candidatura si è impegnata a realizzare villaggi temporanei, con i Villaggi di Cortina e Livigno che utilizzeranno strutture ricollocabili dando priorità all'eredità d'uso. Il piano indicava questi villaggi come temporanei, con utilizzi futuri pianificati piuttosto che come nuovi sviluppi immobiliari permanenti[8].

Villaggi temporanei e strutture ricollocabili

I Villaggi Olimpici di Cortina e Livigno sono stati pianificati come villaggi temporanei con una destinazione d'uso post-olimpica definita, coerentemente con l'enfasi posta dal dossier sulle strutture temporanee e sull'eredità a lungo termine. Per le strutture ricollocabili è previsto un ulteriore utilizzo dopo i Giochi, ad esempio per ritiri sportivi ed eventi. I documenti delineano i principi per tali strutture e attrezzature, esponendo l'intento di riutilizzarle o trasferirle nell'ambito di un approccio circolare ed energeticamente efficiente.

Il cluster di Milano fa leva su strutture temporanee e ricollocabili per gli eventi e per gli alloggi del villaggio. Ma i dettagli sul riutilizzo e persino sull'ubicazione di queste strutture dopo i giochi rimangono ancora in sospeso. Allo stesso modo, sebbene i percorsi previsti per la riconversione dei Villaggi in residenze universitarie siano contemplati nei piani generali, i contorni del risultato restano tracciati a grandi linee, offrendo una certezza su chi subentrerà dopo, ma senza ancora definirne i dettagli.

Energia, circolarità e uso futuro delle sedi

Il comitato organizzatore ha formulato un programma per riutilizzare e riciclare tutti gli elementi temporanei di “overlay” gestiti direttamente, nonché il 100% dei beni non di overlay in buone condizioni dopo i Giochi. Le sedi temporanee utilizzeranno principalmente la rete elettrica esistente come fonte energetica principale, con il 100% dell'elettricità proveniente da fonti rinnovabili certificate e il 100% di tecnologia LED per l'illuminazione esterna temporanea, migliorando la capacità e la resilienza della rete.

Sebbene i documenti pubblici delineino un quadro di riferimento per un'eredità sportiva basata su infrastrutture nuove e riqualificate, non indicano gestori futuri specifici né presentano una programmazione dettagliata per ciascuna sede. I documenti di candidatura riflettono principi, categorie e intenti, ma la realtà concreta sarà scritta a breve, sulla base dei futuri gestori degli impianti e della partecipazione pubblica. I documenti stabiliscono categorie e governance piuttosto che un uso futuro dettagliato per ciascuna sede. I documenti disponibili non indicano gestori futuri specifici per ciascun impianto[1].